Uncinetto e fast fashion: un binomio incompatibile

Anni fa cominciai a dedicarmi al lavoro a maglia. Per primi imparai i ferri: subito mi affascinò il contrasto tra la rigidità dei ferri e la morbidezza del filato.

Acquisita una certa autonomia, incominciai a chiedermi cosa distinguesse i ferri dal più popolare uncinetto.

Ferri ed uncinetto: qual è la differenza?

  • Gli strumenti: due ferri per l’uno, un singolo uncinetto per l’altro.
  • L’aspetto dei punti:

I ferri creano una maglia formata da tante trecce una accanto all’altra; nell’uncinetto invece ogni punto somiglia ad un piccolo nodo.

La prima immagine mostra un lavoro ai ferri, la seconda all’uncinetto.
  • La rapidità del lavoro: tendenzialmente il lavoro ad uncinetto risulta più rapido perché i singoli punti occupano un volume maggiore rispetto a quelli creati ai ferri.

Poi, l’informazione che mi spinse a mettere da parte i ferri ed impugnare l’uncinetto:

  • Il lavoro ai ferri può essere imitato alla perfezione da un macchinario, mentre non esiste un macchinario in grado di replicare una creazione all’uncinetto. Osservate la T-shirt che state indossando: se strizzate un po’gli occhi, vedrete che il tessuto presenta l’assetto del lavoro ai ferri: tante trecce una accanto all’altra.

Perché non esiste un macchinario che imiti l’uncinetto?

Gran parte dei nostri capi di abbigliamento è realizzata da macchinari con la modalità propria dei ferri. Brandendo un uncinetto è intuitivo comprendere come mai non si possa creare una macchina che lo imiti: un punto base all’uncinetto richiede 28 movimenti della mano su 9 assi differenti.

Un gesto semplice per un essere umano, data la straordinaria precisione dei movimenti della nostra mano unita ad una accurata propriocezione, la percezione della posizione della nostra mano nello spazio, che ci consente di inserire lo strumento più volte nella stessa asola.

Un macchinario è chiaramente più efficiente di noi nell’effettuare movimenti ripetitivi, ma questa diligenza non è sufficiente qualora occorra invece una consapevolezza del gesto che si compie.

È forse qui che risiede il limite dell’intelligenza artificiale?

Uncinetto “nuova” tendenza

La passione per il “crochet” (dal francese: uncinetto) ha coinvolto come me tanti giovani che hanno riscoperto questa antica arte nel periodo della pandemia. Sui social è diventata una moda che ha spinto in molti a desiderare di possedere un accessorio o un capo d’abbigliamento dal caratteristico stile Boho.

Quando nasce una nuova moda i marchi sono pronti a cavalcare l’onda del successo per vendere i propri prodotti. Lo voglio, lo ottengo: la fast fashion (dall’inglese: moda veloce) realizza con immediatezza i desideri di chi sia disposto a pagare una somma, anche minima.

Questa rapidità però contrasta con i tempi di realizzazione del lavoro a maglia. A seconda dell’esperienza dell’artigiano e delle dimensioni del filato, creare un maglione all’uncinetto richiede un tempo compreso tra le 15 e le 20 ore. Un cappello o una borsa di piccole dimensioni richiederanno dalle 3 alle 6 ore.

Come può quindi l’uncinetto essere compatibile con la fast fashion?

Una semplice ricerca online mi mette a disposizione degli articoli realizzati ad uncinetto ad un prezzo irrisorio, in conflitto con il tempo e l’esperienza necessari per creare questi capi.

Sorge spontanea una domanda:

Chi ha realizzato questo abito, o quel top?

Qualcuno ha dovuto brandire un uncinetto e realizzare uno per uno ciascuno di quei punti.

Questa persona è stata retribuita adeguatamente per il suo operato?

Secondo l’inchiesta realizzata nel 2022 dalla giornalista Imam Amrani in due fabbriche di Shein, i lavoratori sarebbero costretti a produrre 500 capi al giorno con una paga di 4 centesimi per capo.

Questa è la nuova frontiera dell’abbigliamento, che sta arrecando danni ecologici indelebili e che calpesta i diritti umani.

Arte mia, prezzo mio

Esistono, d’altra parte, prodotti all’uncinetto che vengono messi in vendita con prezzi adeguati. Ecco alcuni esempi da etsy.com, sito online dove gli artisti possono mettere in vendita le proprie creazioni al costo che ritengono più giusto.

Non esiste un capo che sia identico ad un altro perché l’artista imprime su di esso il suo tocco personale.

Lo stesso vale anche per il capo ad uncinetto acquistato da una catena fast fashion, ma l’acquirente, ignaro del fatto che sia realizzato a mano, lo sostituirà rapidamente quando la moda sarà superata.

Link di approfondimento

https://www.youtube.com/watch?v=EImnSsCadK8

https://multimedica.it/cura/propriocezione-della-mano

https://www.reddit.com/r/crochet/comments/joabmv/how_long_does_it_take_you_to_finish_a_project

https://www.corriere.it/dataroom-milena-gabanelli/shein-lato-oscuro-re-fast-fashion-lavoratori-schiavi-tessuti-tossici-inquinamento/55bd7870-56f4-11ee-a17f-69493a54d671-va.shtml

Immagini

https://www.gathered.how/knitting-and-crochet/knitting/knitting-terms-explained

https://makeanddocrew.com/how-to-crochet-beginners-video-course-giveaway

https://www.gathered.how/knitting-and-crochet/crochet/crochet-vs-knitting-difference

https://www.vogue.it/moda/article/chiara-ferragni-look-crochet-matimi-brand